viernes, 7 de diciembre de 2007

RSS MSU: November 2007 was the coldest month since January 2000


RSS MSU satellite data (graph, more graphs) for the lower troposphere show that November 2007 was the coldest month since January 2000. Other major teams that measure the global mean temperature have not yet published their November data.

The temperature anomaly was -0.014 °C. It means that the whole month was actually cooler than the the average recorded November. It was the first month in this century that was cooler than average.

The previous record low temperature anomaly in this century occurred in July 2004 when the anomaly was +0.053 °C. In other words, the record low for this century was improved by 0.07 °C. The continuing La Nina is the main reason behind the recent cold months; La Nina is expected to disappear in Spring 2008. January 2000, a month that was even cooler than November 2007, witnessed a La Nina, too. November 2007 was also a whopping 0.915 °C colder than April 1998.

Another reason could be an inactive Sun. We are expecting the solar cycle 24 to begin soon but it takes a longer time than expected and there are still almost no sun spots. Via a crucial mechanism, it means that we should be getting more galactic cosmic rays that should create more clouds.

The year 2007 is now very likely to become RSS MSU's 9th warmest year on record which really means one of the coldest years of our times. It will end up colder than all other years in the 21st century so far as well as 1998 (by 0.4 °C) and 1995. We explained that 2006 was very cold but 2007 will be shown as 0.1 °C colder.

This extraordinarily cold conclusion of RSS MSU occurs partly (but certainly not completely) because RSS MSU omits the polar regions north of 82.5°N and south of 70.0°S latitude. The former region that occupies less than 0.5% of the surface of Earth was recently getting substantially warmer.

Other teams (HadCRUT3, UAH MSU) except for GISS will also report 2007 to be between the 6th and 9th warmest year. Dr James Hansen's GISS deviates substantially - it may even announce that 2007 was the warmest year - and their method to measure temperature based on stations is probably dominated by urban heat islands and the results are most likely complete rubbish.

Because GISS was able to accumulate a 0.5 °C error (in the difference between 1998 and 2007 temperatures) during one decade and because the older measurements of temperature resembled those of GISS, it is conceivable that the whole 20th century warming by 0.6 °C is due to similar errors. Ross McKitrick and Patrick Michaels have just argued that the warming since 1980 is due to a similar contamination of data. That's still better than the sea level data that were completely falsified according to Nils-Axel Morner, an ex-head of Earth Sciences in Stockholm.

viernes, 30 de noviembre de 2007

Continua l'anomala estensione dei ghiacci Antartici

30 novembre 2007: ore 18:14. I ghiacci antartici continuano ad essere più estesi della norma, dopo il massimo storico raggiunto in Ottobre. L'anomalia nella loro estensione è attualmente di +0,8 milioni di Kmq. Con il forte recupero dei ghiacci polari, adesso la superficie gelata globale risulta essere in deficit di soli 0,5 milioni di Kmq.

Ghiacci polari artici più estesi dello scorso anno

30 novembre 2007: ore 18:09. Singolare l'andamento dei ghiacci artici, in quest'annata. Dopo il minimo storico raggiunto a fine ottobre, nel giro di un mese si è avuto un forte recupero nella loro estensione, tanto che occupano già una superficie complessiva di 9,5 milioni di Kmq, contro i 9 milioni occupati nel dicembre dello scorso anno. Il deficit si è dimezzato, passando da -3 milioni di Kmq a -1,5 milioni di Kmq.

Ondata di gelo in Canada, -41°C a Thompson, in Manitoba

30 novembre 2007: ore 18:05. Sul Canada centrale è arrivata una grossa ondata di gelo, la prima significativa della stagione invernale. Le isoterme ad 850 hPa sono scese fino a -31°C sullo Stato canadese del Manitoba, ove si è registrata una temperatura minima di -40,7°C all'Osservatorio meteorologico di Thompson. Valori termici di -22; -27°C si misurano nelle zone di confine con gli Stati Uniti, ove il freddo dovrebbe traboccare. Intanto si è già registrata una temperatura minima di -21,7°C ad Alamosa.

jueves, 22 de noviembre de 2007

In forte recupero la superficie dei ghiacci artici

22 novembre 2007: ore 18:45. Dopo aver raggiunto il minimo storico di estensione a fine Ottobre (causato probabilmente da un'inversione dei venti polari durante la stagione estiva), l'estensione dei ghiacci settentrionali ha avuto un rapidissimo recupero, tanto che si presenta pressoché identica a quella della fine di novembre dello scorso anno, recuperando l'anomalia da -3 milioni di Kmq agli attuali -1 milione di kmq. Nell'Emisfero meridionale continua l'anomalia positiva, con circa 0,5 milioni di Kmq in più della norma. Il risultato è che l'anomalia globale nell'estensione dei ghiacci si è portata ad appena -0,5 milioni di Kmq, rispetto ai -3 milioni di circa un mese fa.

domingo, 11 de noviembre de 2007

Il clima del Polo Sud, un problema evolutivo - Parte I


Negli ultimi 25 anni è aumentata la variabilità con una tendenza all'estremizzazione.
Con una temperatura media di -50,4 °C, il 2006 si pone tra i più freddi registrati alla base americana Amundsen-Scott. In un archivio che ha toccato il mezzo secolo di dati, tale valore apre un problema di direzione evolutiva del clima antartico, nello specifico della regione del Polo Sud. Se infatti si osserva l'andamento complessivo delle temperature medie annue, dal 1982 si può notare un'accresciuta variabilità intrannuale, in netto contrasto col trend precedente. Il grafico 1 dà una percezione visiva di tale disomogeneità (denti di sega più accentuati), che ben si accorda con la scomposizione dei dati per classi di ricorrenza. Il quadro seguente fa riferimento al cinquantennio completo:
3 sopra -48,5 °C (6%)
7 da -48,5 °C a -48,8 °C (14%)
7 da -48,9 °C a -49,2 °C (14%)
16 da -49,3 °C a -49,6 °C (32%)
7 da -49,7 °C a -50,0 °C (14%)
6 da -50,1 °C a -50,4 °C (12%)
4 sotto -50,4 °C (8%)

Se invece si analizza il periodo 1982-2006 (che, incidentalmente, si pone esattamente a metà del cinquantennio), le frequenze estreme raddoppiano:
3 sopra -48,5 °C (12%)
1 da -48,5 °C a -48,8 °C (4%)
4 da -48,9 °C a -49,2 °C (16%)
4 da -49,3 °C a -49,6 °C (16%)
3 da -49,7 °C a -50,0 °C (12%)
6 da -50,1 °C a -50,4 °C (24%)
4 sotto -50,4 (16%)

Fino al 1982, infatti, si dava un solo caso in cui la temperatura media annua aveva toccato la soglia dei -50 °C (nel 1976) e, per converso, mai si era saliti sopra ai -48,5 °C; nel periodo successivo, invece, si toccano valori sconosciuti, con sbalzi 'schizofrenici' ben riassunti dai casi seguenti:
1987 -50,6 °C
1988 -48,3 °C
1989 -50,1 °C
2005 -48,1 °C
2006 -50,4 °C

Vale qui la pena ricordare come il clima del Polo Sud, data anche la componente astronomica che, durante il semestre di luce, nelle 24 ore mantiene il sole sempre alla stessa altezza rispetto all'orizzonte, presenti una ridotta deviazione standard. Sulla scorta di tale premessa, le singole medie annue del primo venticinquennio appaiono più assestate intorno alla normale, come mostra il quadro successivo (tra parentesi, la deviazione standard):
1957-'81 -49,29 °C (0,39 °C)
1982-'06 -49,63 °C (0,84 °C)

Il clima del Polo Sud, un problema evolutivo - Parte II



Il forte raffreddamento dell'ultimo decennio non è sufficiente a stabilire quale sia il segno del
cambiamento.
La normale di Amundsen-Scott (1957-2006) si pone a -49,56 °C, ma fra il 1957-'66 e il 1997-2006 il Polo Sud si è raffreddato di 0,4 °C. A una variabilità intrannuale più accentuata, fa dunque da contrappunto una discesa delle temperature medie, che appare in decisa accelerazione negli ultimi due decenni, come mostra il grafico 2. Tutto ciò porterebbe a concludere nel senso di un'evoluzione climatica improntata in senso negativo: l'accentuarsi della variabilità intrannuale, infatti, è il probabile indizio d'un cambiamento. Sul segno di tale modifica, però, l'analisi della media mobile quinquennale induce a una certa cautela o, perlomeno, a una sospensione del giudizio. Il grafico 3 fornisce alcuni elementi di riflessione; attorno alla metà degli anni Ottanta si realizza un primo pessimum, che si prolunga e approfondisce tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del terzo millennio; da qui, ha luogo una veloce risalita che, in pochi anni, produce una fase di optimum mai sperimentata nella storia della base. D'altro canto, basterebbe il dato empirico, come mostra il seguente quadro delle temperature medie annue:
2001 -49,8 °C
2002 -48,0 °C record storico positivo
2003 -49,6 °C
2004 -49,3 °C
2005 -48,1 °C

Il raffreddamento registrato nel 2006 non è sufficiente per definire la svolta, anche se resta la possibilità che l'andamento 2001-'05 non sia un optimum vero e proprio, bensì una parentesi in una fase di raffreddamento iniziata nella seconda metà degli anni Settanta. D'altro canto, non va nemmeno sottovalutato il fatto che nel 2006 El Niño abbia dato segni di risveglio. È stato infatti notato come, nell'anno successivo a un minimo del SOI (Southern Oscillation Index), al Polo Sud si realizzi un pronunciato raffreddamento; ciò è stato rilevato dopo gli eventi del 1982, 1992, 1993, 1994 e 1997, mentre il contrario ha fatto seguito alla Niña (Turner, pp. 12-13). Resta tuttavia il fatto che le teleconnessioni fra ENSO (El Niño Sothern Oscillation) e l'andamento del clima antartico non sono ancora definite.

Bibliografia:
J. TURNER, The El Niño-Southern Oscillation and the Antarctica, in «International Journal of Climatology», vol. 24, n. 1 (2004), pp. 1-31.

Polo Sud, l'inventario del freddo


Nell'ultimo decennio è cresciuta la frequenza dei mesi con temperature medie inferiori ai -60 °C.

Fra gli elementi di tipo descrittivo ed evolutivo che possono essere adottati per classificare il clima di una data località, oltre a quelli di tipo primario (temperature, precipitazioni) possono essere utili anche analisi basate su parametri diversi. Nel cinquantennale archivio della base americana Amundsen-Scott, per esempio, risulta curioso, ma anche indicativo, soffermarsi sulle temperature medie mensili al di sotto del limite dei -60 °C. Tale valore, al Polo Sud geografico viene raggiunto solo durante l'inverno, che in Antartide è la stagione che si prolunga da aprile a settembre; valori medi inferiori a -60 °C, invece, a Vostok si registrano pure a marzo e a ottobre.

Prendendo in esame la serie di Amundsen-Scott 1957-2006, si rinvengono 108 casi (sui 300 possibili) in cui si è raggiunto tale limite, mensilmente così ripartiti:
Apr. 10
Mag. 7
Giu. 17
Lug. 27
Ago. 24
Set. 23

Tenuto conto che la normale del semestre aprile - settembre è fissata a -58,8 °C, appare interessante notare quale sia stata la ripartizione dei casi su base decennale (tra parentesi, l'andamento delle temperature medie annuali per lo stesso decennio):
1957-'66 20 (-49,29 °C)
1967-'76 21 (-49,36 °C)
1977-'86 23 (-49,39 °C)
1987-'96 18 (-49,57 °C)
1997-2006 26 (-49,69 °C)

La decisa accelerazione dell'ultimo decennio risulta in linea con la costante discesa registrata dalle medie annue, mentre non lo è la contrazione del 1987-'96. Restringendo il campo di analisi ai singoli mesi, spicca la sequenza 1995-2000 di settembre: sei casi successivi di temperature inferiori ai -60 °C, mai registrate per nessun altro mese. D'altro canto, in accordo con quello che è il tipico andamento del Kernlose winter, non è infrequente che settembre risulti il mese più freddo (in mezzo secolo, è accaduto 13 volte): ma il decennio 1994-2003 spicca per una media di -60,7 °C, ovvero a -1,4 °C dalla normale.

Volendo offrire un quadro dei dieci mesi più freddi finora registrati al Polo Sud geografico, si evidenzia un'altra particolarità, cioè il forte abbassamento dei valori di luglio osservato nell'ultimo decennio, come si può desumere dai casi presenti nelle prime posizioni:
Luglio 2004 -67,0 °C
Agosto 1987 -66,8 °C
Luglio 1997 -65,9 °C
Settembre 1995 -65,4 °C
Luglio 2006 -65,2 °C
Agosto 1976 -65,1 °C
Agosto 1993 -64,9 °C
Luglio 1965 -64,4 °C
Giugno 2003 -64,4 °C
Luglio 1969 -64,2 °C

lunes, 5 de noviembre de 2007

RSS MSU: September 2007 was 7th coolest month in this century

According to the new RSS MSU satellite data, September 2007 was the 7th coldest month among 81 months since January 2001. It has made it to the 9% of the coolest months of the 21st century so far. Their gadgets measure temperature at latitudes between -70.0 (S) and +82.5 (N) - about 94.5% of the surface if I compute well.

In the last month, the global temperature was just 0.12 Celsius degrees above the long-term average which means that it was 0.78 Celsius degrees cooler than the temperature in April 1998 when the anomaly was +0.9 Celsius degrees. The main reason is La Nina that is getting stronger and might continue to do so for a few months.

The Southern hemisphere was 0.015 Celsius degrees cooler (!) than the long-term average, fifth coldest month since January 2001. Antarctica has cooled down by roughly 1 Fahrenheit degree in the last 50 years.












Figure 1: La Nina conditions on October 4th, 2007.
Click for other dates. The surface sea temperature
anomalies are divided to 0.5-Kelvin steps and colored.
White means sea ice, black means land.

La Nina, i.e. the female baby Jesus (Spanish speakers agree that this is the right translation unless they discriminate against girls by thinking that they can't become baby Jesus!), is famous for the blue (cool) strip in the equatorial Pacific ocean. Because this ocean is pretty big, La Nina typically lowers the global mean temperatures, too. More importantly, it brings distinct patterns of temperature and moisture to different parts of the world.

By the way, in an interview with Dennis Prager, Prof Robert Giegenback who is a geologist at UPenn describes some climate issues from a geological perspective. Among other things, he argues that only during 5% of the last one billion of years, the Earth could support permanent ice on both poles. We're living in one of the coolest periods of the geological history.

RSS MSU: October 2007 was 2nd coolest month in this century

According to the latest RSS MSU satellite data for the lower troposphere, October 2007 was globally the 2nd or 3rd coldest month among the 82 months since January 2001. July 2004 remains the coolest month because the anomaly was 0.053 Celsius degrees.

May 2007 and October 2007 share the silver and bronze medals with the anomaly of 0.091 Celsius degrees which is 0.81 Celsius degrees cooler than the warmest RSS month, April 1998. Using Al Gore's terminology, two of the three coldest months in this century have occurred in this year! ;-)

If we don't act and the temperature decreases by 0.81 Celsius degrees every decade, the moderate zone will be covered by a huge ice sheet by 2100. China, 1 billion people. India, 1 billion people. U.S., 0.3 billion people. Well, let me stop. Otherwise it would look like if I am working on my Nobel prize. :-)

The cool global temperature was primarily influenced by the equatorial zone that has experienced a strengthening La Nina. The interval between the latitudes -20 and +20 saw the coldest month since June 2000.

Unless the average temperature anomaly in November and December jumps well above 0.4 Celsius degrees which seems rather unlikely, 2007 will become the coldest recorded year in the 21st century according to the RSS MSU data.

Previous RSS MSU report: September 2007

domingo, 4 de noviembre de 2007

Per una storia climatica dell'Antartide. Parte I: linee generali


Otto basi permanenti dispongono d'un archivio completo per l'ultimo mezzo secolo: è da esse che si ricava una linea di tendenza da cui emerge una fase di raffreddamento.







Temperatura media annua dell'Antartide: -16,79 °C. È questo il dato che si ricava dall'esame delle registrazioni effettuate nel cinquantennio 1957-2006 dalle otto basi che dispongono d'un archivio meteorologico completo. C'è però da domandarsi quanto tale misura sia effettivamente rappresentativa, poiché la sterminata superficie del Plateau Orientale, che è l'area di gran lunga più vasta e più fredda del continente, non vi è quasi compresa. Ma tant'è: la vera storia della climatologia antartica nasce nel 1957 con l'Anno geofisico internazionale; da quella data, le basi permanenti che possono vantare una continuità operativa sono le seguenti:
Amundsen-Scott (Usa)
Faraday Vernadsky (Gran Bretagna - Ucraina)
Halley (Gran Bretagna)
Mawson (Australia)
Mirny (Russia)
Casey (Australia)
Dumont d'Urville (Francia)
Scott (Nuova Zelanda)

La densità è dunque pari a una base per 1.743.625 chilometri quadrati: quasi sei volte la superficie dell'Italia. Vostok II, la base russa che detiene il primato mondiale del freddo, non appare in questa lista poiché iniziò a operare nel 1958, ma con varie interruzioni nel corso dei decenni. Tuttavia, per il trentennio 1964-'93, i suoi dati sono completi: se quindi vengono computati insieme a quelli delle otto basi citate, la temperatura media annua dell'Antartide scende a un più verosimile -20,97 °C. Quest'ultimo valore non è molto lontano da quello che si ricava sulla scorta dei dati delle 27 basi che hanno operato, per periodi più o meno lunghi, nel 1957-'79 (van den Broeke 1, p. 176) e che si pone a -19,40 °C.

Detto delle difficoltà di determinare un dato significativo per l'intero continente, resta tuttavia la possibilità di analizzarne l'evoluzione climatica. Il quadro seguente offre un primo spunto di riflessione (Vostok esclusa):
1957-'66 -17,20 °C
1967-'76 -16,61 °C
1977-'86 -16,66 °C
1987-'96 -16,65 °C
1997-2006 -16,85 °C

Su base decennale, si nota una non indifferente risalita (si sta parlando d'una temperatura media annua che aggrega ben otto valori), cui fa seguito un trentennio di sostanziale stabilità e una discesa finale. Tale andamento si coglie anche nelle medie trentennali che, usualmente, sono prese a riferimento per determinare la normalità climatica:
1957-'86 -16,82 °C
1967-'96 -16,64 °C
1977-2006 -16,72 °C

Il decennio 1957-'66 comprende un gruppo di anni molto freddi, che raggiungono l'apice nel 1960 con -17,80 °C. In ben sette casi si tocca la soglia dei -17 °C, circostanza questa che si rileva solo in altri dieci casi nei quarant'anni seguenti. Nel 1971-'75 la media pluriennale sale a -16,26 °C, coincidente con una fase di riscaldamento che sembra aver interessato soprattutto l'Antartide orientale (van den Broeke 2, pp. 186-187). Nel 1996 si registra l'episodio più caldo, con -15,77 °C. A partire dall'anno successivo però, la media scende bruscamente, con un triennio che torna sotto ai -17,0 °C (1997-'99). Questa variabilità è ben rappresentata dalla deviazione standard, che si pone a 0,52 °C ed è il prodotto fra il minimo di Dumont d'Urville (0,63 °C) e il massimo di Faraday Vernadsky (1,49 °C).

Bibliografia:
M.R. VAN DEN BROEKE, The semi-annual oscillation and Antarctic climate. Part 1: influence on near surface temperatures (1957-79), in «Antarctic Science», vol. 10, n. 2 (1998), pp. 175-183.
M.R. VAN DEN BROEKE, The semi-annual oscillation and Antarctic climate. Part 2: recent changes, in «Antarctic Science», vol. 10, n. 2 (1998), pp. 184-191.

jueves, 1 de noviembre de 2007

Siberia, Groenlandia e Artico canadese chiudono ottobre con il grande gelo


Ojmjakon, il villaggio jacuziano noto come "polo del freddo", è sceso finalmente sotto i -30°C nell'ultimo giorno di ottobre, toccando una temperatura minima di -31,4°C. -27,4°C la minima dell'altro "polo del freddo", ovvero Verhojansk.

E'ulteriormente diminuita la temperatura a Summit, la stazione meteo a 3202 metri di altezza, situata sulla calotta di ghiaccio che copre la Groenlandia. Mercoledì 31 ottobre, la temperatura minima è stata -55,2°C. Nell'Artico canadese, -32,9°C a Eureka.

viernes, 26 de octubre de 2007

E' presente la neve sulle nostre montagne Alpine ed Appenniniche

Ci possiamo fare un'idea delle nevicate verificatesi sulle nostre montagne, osservando quelli che sono i livelli della neve presente su alcune località di montagna alpina ed appenninica.


Il periodo meteorologico appena trascorso, è stato caratterizzato da freddo notevole, da maltempo diffuso soprattutto al Centro Sud, e da abbondanti nevicate davvero insolite per il mese di Ottobre, soprattutto alle basse quote montane del Meridione che non sono avvezze ad eventi simili così anticipati.

Successivamente, le correnti si sono fatte più miti ma più umide, riservando, nella giornata di ieri, precipitazioni anche sul Nord Italia e su Emilia e Toscana, accompagnate anche in questo caso da alcune nevicate su zone montuose, anche se molto meno abbondanti di quelle verificatesi sul Meridione.

E' possibile allora osservare quelli che sono le altezze nevose rilevate su alcune stazioni Synop di montagna.

Cominciando dalla Paganella, in Trentino, a 2125 metri di altezza, notiamo che la neve è alta 14 cm, la minima di questa notte è stata di -4,8°C.

Sul Monte Cimone, in Emilia, a 2165 metri di quota, la neve è alta invece 2 cm, dopo le nevicate della notte.

La temperatura è rimasta sotto lo zero per tutta la giornata del 25 Ottobre, con una minima di -3,4°C ed una massima di -1,0°C.

Sul Passo Rolle, in Trentino, la neve è alta 8 cm dopo le nevicate di ieri e di oggi.

In Calabria il Monte Scuro, a 1710 metri di quota, presenta ancora oggi 21 cm di neve, dopo una punta massima di 28 cm, con manto nevoso al suolo che resiste da cinque giorni, il che è eccezionale, per questo periodo dell'anno.

Si tratta di valori che, pur essendo poco abbondanti, assumono tuttavia un notevole rilievo trattandosi di rilevazioni compiute nel pieno del mese di Ottobre, che raramente presenta un periodo favorevole alla neve in montagna della durata di numerosi giorni.

Se osserviamo infatti la mappa della deviazione dalla norma della temperatura ad 850 hPa, per il periodo 20-24 ottobre 2007, notiamo i forti scarti dalla norma che hanno interessato quasi tutta l'Europa, ma in particolar modo proprio la nostra Penisola.

Qui si notano scostamenti dalla media di 8-10°C, proprio alla quota media di 1450 metri a cui si trova l'isoipsa di 850 hPa.

Questo forte calo termico è quello che ha permesso le nevicate a quote insolite per la stagione.

jueves, 25 de octubre de 2007

Al Gore's friends probably behind wildfires

The fire in San Bernandino has been officially declared arson and another fire was almost certainly arson, too. One suspect - a 27-year-old from Arizona - has been shot dead by the police and another one - John Hund (48) of Hesperia - was arrested. Is it the same John Hund who lost his wife and reason to live in 1996? No because the suspect's name is actually John Alfred Rund. ;-) See e.g. The Telegraph



Figure 1: FBI warning had included prospect of attack with flames. The person on the picture above is not necessarily the culprit.









Arnold announced a USD 50,000 reward for arsonist arrest: not so much in comparison with USD 1,000,000,000 of damages. I think that private detectives in Nashville, Tennessee can also win it. ;-)

Jack Cashill argues that eco-terrorists who fight against human imperialism are much more likely to be behind the acts than the Islamic ones. The Earth Liberation Front website says:

Did you know that Al Gore invented the Internet? Find out the truth about Al Gore invented the Internet - we have Al to thank for the World Wide Web. ...
Any individuals who committed arson or any other illegal acts under the ELF name are individuals who choose to do so under the banner of ELF and do so only driven by their personal conscience.

In other words, arsons are private business of the environmentalists and they will deny any collective efforts.

Tre Arrow, an eco-terrorist behind previous arsons, was just ordered back to Oregon. Eric McDavid was found guilty of arson conspiracy last month: he planned to blow up Sacramento's Nimbus Dam in 2006. The ELF was behind arson in San Diego, 2003.


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Stickers: climate, everyday life

lunes, 22 de octubre de 2007

Incredibile, neve mista a grandine oltre i 500 metri nel messinese


22 ottobre 2007: ore 17:50. Nel pomeriggio, i forti temporali hanno portato fitte cadute di gragnola che hanno imbiancato strade, tetti e prati di diversi centri del messinese, oltre i 500 metri. L'evento atmosferico farebbe notizia in pieno inverno, ma in autunno assume caratteristiche di eccezionalità.

Il P. Rosà scende a -19,2°C vicino al proprio record per ottobre

22 ottobre 2007: ore 15:34. Difficile controllare l'attendibilità di un record di freddo per la stazione del P.Rosà, che ha subito un arresto nella rilevazione dei dati per numerosi anni, e che adesso ha ripreso a funzionare con una stazione automatica. Comunque, questa mattina il termometro è sceso, ai 3480 metri di quota della stazione, fino a -19,2°C, vicino al record che viene ufficialmente dato di -20,0°C per il periodo 1961-90, in questo mese. Sempre freddissimo in montagna, con una minima di -9,7°C misurata sulla Paganella, in Trentino, di -7,2°C a Bousson, in Val d'Aosta, di -6,8°C sul Monte Terminillo (ove anche stamani il vento ha soffiato a 114 kmh di velocità), e di -6,0°C sul Monte Cimone ed al Passo Rolle.

domingo, 21 de octubre de 2007

Freddo, pioggia e neve: giornata eccezionale in Campania

21 ottobre 2007: . La neve è arrivata ad imbiancare la cima del Vesuvio, a Napoli la temperatura massima ha toccato appena i 10 gradi, a Positano si sono sfiorati i 100 mm di pioggia e a Lago Laceno il metro di neve, con i fiocchi che sono caduti fin sulla città di Avellino. Il 21 ottobre 2007 rimarrà nella storia meteorologica della Campania come la giornata d'ottobre più fredda e nevosa almeno degli ultimi 50 anni. Una novicata intensa ha colpito anche Potenza, città capoluogo della vicina Basilicata.

21 ottobre 2007: ore 19:11. Difficile trovare precedenti in nevicate così precoci ai Capoluoghi di Basilicata e Molise. La neve è comparsa anche al 1085 metri di Trevico, in Campania, ove è in atto una bufera con -2°C. Il vento da nord est soffia a ben 133 kmh di velocità sul Terminillo, ove la temperatura è di -5°C. Temporali sono segnalati su Sicilia, Calabria e Puglia, con il maltempo che sta interessando in modo particolare il Sud Italia e le Isole.

Fitte nevicate imbiancano i monti della Sardegna

21 ottobre 2007: ore 09:00. La quota neve è scesa sotto i 1000 metri nel nord, con prati ingialliti dalla siccità, che si sono coperti rapidamente di questa strana neve d'ottobre. Il Gennargentu ed il Monte Limbara sono coperti di neve. Foto a cura della webcam Gennargentu.






La fortezza di Savonlinna, una delle maggiori attrazioni monumentali della Finlandia, fotografata da Giovanni Staiano nell'agosto 2007. La città della Finlandia centrale ha registrato una gelida minima di -7,5°C domenica 21 ottobre

domingo, 14 de octubre de 2007

Czechia: record cold temperature




















Figure 1: The Cathedral of Saint Vitus in 1887. The construction started in 1344 and ended in 1929. ;-) On Wednesday, we did a cool guided tour to secret places of the Cathedral and the Castle.

On October 14th, 1887, when the Prague Castle looked like the picture above, Prague experienced a pretty cold weather with -0.7 Celsius degrees of temperature. Today, 120 years later, the record was finally updated. And Šerák, a peak in Moravia, has seen the first snow. It is not clear whether the record is going to be broken tomorrow, too: On October 15th, 1784, Prague saw -1.5 Celsius degrees












Figure 2: Temperatures today at 8 a.m.

This week I face the first freezing temperatures in Europe after 11 years because in September 1997, I left for a trip to the U.S. that was longer than expected. Because I was traveling to Europe every summer, I thought that I was in touch with everything that takes place in Czechia. And it was almost the case. But such an argument neglects a subtlety: seasons.

In fact, I've never been in the U.S. during one month after the Independence Day, and this is my first autumn in Europe after 11 years. There are interesting emotions associated with these experiences. Things are a little bit different during different seasons.

Equally importantly, the air in Pilsen is a little bit different than the air in Piscataway or Cambridge. Different plants are emitting their aroma. The level of humidity is different, too. Moreover, sometimes we can breathe a characteristic mixture of the oxides of sulphur, carbon monoxide, and other compounds. ;-) Don't get me wrong: the air is much cleaner - literally by orders of magnitude - than it used to be when I was a kid. But still, there exists a certain "fingerprint" that is able to bring one's memory back to the childhood.

There is one more difference related to aromas. When most people from Eastern Europe traveled to the West for the first time, they had to notice that there was much more perfume in the air in the shops and malls. Czechoslovak retailers just didn't want to fill the air with perfumes or they didn't care. Also, the bakeries were much less scented than their Western counterparts. Today, when the Czech shops and malls are more or less visually indistinguishable from their German or American counterparts, I still think that they are less fragrant.

The way how aromas are stored in the long-term memory of the brain must be pretty funny.


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miércoles, 10 de octubre de 2007

Analisi della situazione dei ghiacci marini artici e antartici nel mese di settembre 2007

La banchisa artica tocca il nuovo tragico minimo storico, almeno dal 1979: 2,9 mil di kmq! Contemporaneamente la banchisa antartica raggiunge invece il suo nuovo massimo storico, sempre dal 1979: 16,17 mil di kmq! Schizofrenia climatica?


Siamo di fronte ad un vero e proprio esempio di schizofrenia climatica.
Mentre l'area artica continua la sua tragica discesa verso la completa fusione durante i mesi estivi, l'area antartica (ghiacci marini) continua invece spavaldamente ad avanzare. Ed ecco che quasi in contemporanea, durante il mese di settembre 2007, la banchisa artica tocca il nuovo minimo storico: 2,9 mil di kmq! Che significa apertura del celeberrimo passaggio a Nord-Ovest e nuove inquietanti prospettive di sfruttamento economico di aree fino ad ora selvagge e incontaminate. Dall'altro capo del mondo invece la corsa verso l'espansione non sembra avere freni, e si arriva a fine settembre a toccare il nuovo massimo storico per l'estensione della banchisa antartica: 16,17 mil di kmq! Che sommati ai 13 mil di kmq del continente antartico danno un valore di quasi 30 mil di kmq completamente ricoperti da ghiaccio durante l'inverno australe, praticamente l'estensione dell'Africa.

L'estate artica e soprattutto il mese di settembre sono risultati molto caldi, anche di +5°C rispetto alla media, come si può osservare dal primo pannello qui riportato. In esso troviamo appunto le anomalie termiche tratte dal NOAA di settembre 2007. Notate come tutta l'area artica sia risultata molto calda, con l'unica eccezione dell'area europea e della Groenlandia centrale. Questo anomalo riscaldamento è il responsabile dello scioglimento abnorme della banchisa artica.


















Fonte: NOAA

Nel secondo pannello possiamo vedere l'estensione media della banchisa artica durante il mese di settembre, circa 4,3 mil di kmq. Confrontata con la media storica, che parte dal 1979 anno in cui sono cominciate le analisi satellitari delle aree polari, si tratta di un deficit enorme per l'estensione, di circa 3,7 mil di kmq visto che la media dovrebbe aggirarsi sui 7 mil di kmq. Nella seconda carta vediamo invece le anomalie nella concentrazione dei ghiacci, detta anche area. Il colore blu indica impietosamente le zone in cui la diminuzione della concentrazione o la totale fusione è stata più marcata. Credo che tale carta non richieda commenti, visto che parliamo di circa 2,1 mil di kmq di ghiaccio persi!
















Image courtesy. http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/

Col terzo pannello ci risolleviamo il morale. Infatti troviamo l'estensione media dello scorso mese nell'area antartica, sempre per quello che riguarda i ghiacci marini naturalmente. Qui troviamo un valore di 19,2 mil di kmq rispetto ad un valore medio di 18,7 mil di kmq, quindi un aumento di circa 0,5 mil di kmq. Riguardo invece all'area, cioè alla concentrazione dei ghiacci, le notizie sono ancora migliori: si parla di un incremento di circa 0,8 mil di kmq!
















Image courtesy. http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/

Nel quarto pannello troviamo i due grafici che rappresentano le due serie storiche riguardanti il mese di settembre. In alto appare più che evidente il crollo dell'estensione della banchisa artica rispetto alla media 1979-2000. In basso invece il lento ma progressivo avanzamento della banchisa antartica, sempre rispetto alla stessa media.



























Image courtesy. http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/

Infine vorrei concludere con altri due grafici.
Quello superiore rappresenta l'andamento delle anomalie nell'estensione di tutti i ghiacci marini globali. Notare che solo negli ultimi anni il trend stia scendendo verso valori nettamente negativi, trascinato dalle fortissime anomalie artiche. A livello globale in questo periodo si può parlare di un deficit di circa 1 milione di kmq. In basso riporto un grafico che indica in modo molto esplicito il crollo subito dalla banchisa artica nell'estate 2007, molto più grave del precedente crollo avvenuto nell'estate 2005.













Image courtesy: http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/

Molti ora si aspetterebbero una spiegazione di queste anomalie e soprattutto dell'opposto comportamento dei due poli. Credo si tratti però di questioni veramente complesse, in gran parte sconosciute anche agli stessi scienziati. Se il Global Warming è l'indiziato numero uno, non si conoscono ancora i motivi secondari e i feed back che hanno portato a situazioni così estreme. Rimando comunque per un approfondimento al pezzo del collega Marco Rossi www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16300.

domingo, 7 de octubre de 2007

toma frio














Nella cultura anglosassone i -100 °F (-73,3 °C) rappresentano il limite sotto cui si catalogano gli eventi salienti del Polo Sud geografico, il luogo dove sorge la base americana Amundsen-Scott, la più importante dell'Antartide non solo per l'unicità della posizione geografica e, quindi, delle vicende astronomiche e fisico atmosferiche cui è soggetta, ma pure per la continuità del suo archivio, il solo completo dal gennaio 1957 in poi in tutto il Plateau Antartico.

Proprio le particolarità dell'inverno 2007 che, dopo un esordio nettamente sotto media, ha fatto segnare una lunga fase di temperature anomale, aveva fatto temere una replica del 1964, l'unica stagione in cui, al Polo Sud, non si registrarono valori inferiori ai -100 °F (la minima, il 3 settembre di quell'anno, fu di -72,8 °C ovvero -99,0 °F). Tale possibilità è stata scongiurata il 2 settembre, quando il termometro ha raggiunto i -73,4 °C (-100,1 °F), in un semestre invernale avaro di dati inferiori ai -70 °C.

Secondo un grafico probabilistico, basato sull'archivio 1957-2006, ad Amundsen-Scott la possibilità di raggiungere i -100 °F è circa del 99% l'1 luglio; cade al 50% l'8 settembre e si azzera il 29 settembre.

Stante tale situazione, l'eccezionalità delle temperature occorse a inizio ottobre (di stampo prettamente invernale ma, per il calendario, già nella stagione di transizione primaverile) è ancor più degna di nota. Il record assoluto del mese, il 4 ottobre, con -72,0 °C è stato seguito, il giorno 5, da una minima di -70,9 °C: mai, in data così tarda, era accaduto di registrare un valore inferiore ai -70 °C, poiché il limite precedente era di -69,3 °C (5 ottobre 1986).

Il quadro cronologico dei -70 °C a ottobre, pertanto, si aggiorna così:
3 ottobre 1977 -70,0 °C
4 ottobre 1977 -70,6 °C
2 ottobre 1980 -70,1 °C
1 ottobre 1983 -71,1 °C
3 ottobre 2001 -70,0 °C
2 ottobre 2005 -70,4 °C
3 ottobre 2005 -71,3 °C
4 ottobre 2007 -72,0 °C
5 ottobre 2007 -70,9 °C

sábado, 6 de octubre de 2007

record antartico de nuevo















Dopo il mancato record alla base russa Vostok, è quella americana di Amundsen-Scott a stabilire il nuovo limite di ottobre. Al Polo Sud geografico infatti, il giorno 4 la temperatura minima si è abbassata a un eccezionale -72,0 °C superando il -71,3 °C toccato appena due anni fa, ovvero il 3 ottobre 2005. È quasi una gara all'ingiù, quella che si sta registrando in Antartide: nelle aree più elevate e continentali del plateau, infatti, il 2 ottobre si era arrivati a -74,7 °C (Vostok) e a -74,2 °C (Dome Argus).

All'esordio della stagione di transizione (la primavera antartica), ad Amundsen-Scott temperature inferiori ai -70 °C sono rarissime. Ecco, a partire dal 1957, il quadro cronologico degli eventi:
3 ottobre 1977 -70,0 °C
4 ottobre 1977 -70,6 °C
2 ottobre 1980 -70,1 °C
1 ottobre 1983 -71,1 °C
3 ottobre 2001 -70,0 °C
2 ottobre 2005 -70,4 °C
3 ottobre 2005 -71,3 °C
4 ottobre 2007 -72,0 °C
Singolare notare come il primo e secondo gruppo di episodi siano entrambi racchiusi in un arco temporale di sei anni (1977-'83 e 2001-'07), quasi esistesse un ciclo climatico che li determini.

Al di là delle suggestioni, va detto che nel 2005, dopo un inizio freddo, ottobre diede luogo a una sequenza di temperature massime inusuali, che portarono la media mensile a -48,8 °C (+2,6 °C sulla normale). Al contrario, l'ottobre 2006 esordì senza valori eccezionali, ma il freddo si protrasse in una serie di record giornalieri che fecero toccare alla media mensile -55,8 °C (-4,4 °C sulla normale). Stranezze del clima, rispetto a cui sarà interessante seguire l'andamento di questo ottobre 2007.

lunes, 1 de octubre de 2007

Settembre 2007, altri record in Italia... ma di freddo!

Settembre 2007, altri record in Italia... ma di freddo!





Un mese in controtendenza rispetto a quanto
analizzato nei mesi passati. Due distinte ondate di freddo ad inizio e
fine mese hanno consentito di registrare qualche record cinquantennale di
freddo.






immagine articolo 16425
La Maiella innevata fotografata il giorno 6 settembre da
"viking722002" da

www.mtgforum.it
.




Toh! un mese sottomedia.

Fa quasi sensazione trovarsi a commentare un mese con anomalie sul
territorio italiano non contraddistinte da scarti positivi, ma questo
settembre è riuscito nell'impresa.

Dobbiamo il tutto a due distinte fasi molto fresche che hanno
interessato il paese, una all'inizio del mese ed un'altra alla fine,
mentre nel mezzo le temperature, nel complesso, non si sono discostate
troppo dalla norma.

E non c'è stato nemmeno un record di caldo da segnalare dopo che per 3
mesi abbiamo commentato dati estremi eccezionali relativi al sud Italia.


Anzi, oltre ad aver registrato 4 record mensili di freddo, vi sono
state diverse località che hanno sfiorato i loro record sia ad inizio
che a fine mese.

Ma andiamo con ordine.


Questi i record battuti o eguagliati:


6 settembre

Latina +6,8° (record precedente +9,0° il 30 settembre 1977)

Frosinone +6,0° (eguagliato il record del 30 settembre 1977)


26 settembre

Capo Mele +10,8° (record precedente +11,0° nel settembre 1972-1974-1977)


27 settembre

Genova +9,0° (record precedente +10,2° nel settembre 1972)

Capo Mele +10,7° (record precedente +10,8° il 26 settembre 2007)


A queste vanno aggiunte altre località che durante il mese hanno
avvicinato i loro record: Amendola +6,4° (record +6,3°); Brindisi +11,0°
(record +9,8°); Capo Caccia +11,6° (record +10,9°); Capo Carbonara
+15,0° (record +14,8°); Decimomannu +9,2° (record +8,0°); Gioia del
Colle +6,0° (record +4,4°); Grazzanise +7,0° (record +6,4°); Grosseto
+7,6° (record +6,6°); Lecce +7,0° (record +6,8°); Messina +13,2° (record
+12,8°); Monte Sant'Angelo +4,8° (record +4,0°); Olbia +9,4° (record
+8,9°); Pescara +5,4° (record +5,0°); Roma Fiumicino +8,2° (record
+7,8°); Roma Urbe +5,7° (record +5,4°); Termoli +12,2° (record +11,4°).


Può essere considerato il tutto come segnale di un inversione di
tendenza?

Questo non siamo certo in grado di dirlo: quello che possiamo fare è
senz'altro darvi appuntamento al prossimo mese per analizzare la
situazione termica italiana.





Nicola Cadeddu e Antonio Meo




01-10-2007 ore 14:28



domingo, 30 de septiembre de 2007

EN GENOVA PARECE QUE HACE FRIO


















www.cpc.ncep.noaa.gov Il grafico dell'andamento termico genovese degli ultimi tre mesi, con uno scarto dalla norma di -1,7°C.

Sorprendono i dati della temperatura di Genova, città che ha subìto un sensibile raffreddamento a partire dai mesi estivi.

Notiamo, infatti, una persistente anomalia negativa della temperatura di almeno 1 o 2 gradi centigradi, fatto probabilmente legato alle temperature del mare circostante, che risultano inferiori alla norma sia sul Mediterraneo, sia soprattutto sull'Atlantico orientale, già da alcuni mesi.

Esaminando infatti il grafico emesso dal NOAA delle temperature genovesi, notiamo un'anomalia termica di grossa portata, con una temperatura inferiore alla norma di -1,7°C negli ultimi tre mesi, da Luglio a Settembre.

Si tratta di un'anomalia che non trova riscontro nelle altre località italiane, anche se mediamente Settembre è stato fresco, ed Agosto lo è stato in alcune località settentrionali.

Questo mese settembrino viaggia con uno scarto dalla norma di -1,5°C.

La giornata del 27 settembre scorso la possiamo addirittura considerare storica, per la città ligure.

La temperatura minima di +9,0°C registrata all'aeroporto di Genova Sestri non era mai stata rilevata in Settembre da circa 60 anni.

Le rilevazioni di Genova Università riportano di un record storico di freddo, quale media giornaliera, misurato il giorno 15 settembre 1972, di +12,1°C, che è la media più bassa dall'inizio delle rilevazioni nel 1833.

Ebbene, tale media giornaliera è stata uguagliata proprio il giorno 27 Settembre scorso, quando si è avuta una temperatura minima di +8,9°C ed una massima di +15,2°C, unitamente alla caduta di 28,6 mm di pioggia.

Tale media è addirittura più bassa del record storico all'aeroporto di Sestri, ove è stata pari a +11,8°C, inferiore alla norma di 8-9°C.

Si tratta quindi di un'ondata di freddo settembrina con pochissimi precedenti negli ultimi due Secoli, in Liguria, ma che rientra in un trend di raffreddamento iniziatosi improvvisamente alcuni mesi fa.

jueves, 27 de septiembre de 2007

Nevicate insolite sull'Appennino Settentrionale











Una vasta circolazione depressionaria centrata sul Golfo Ligure sta interessando il nostro Paese.

Le isoterme a 500 hPa raggiungono i -28°C sulla Francia meridionale, e tale aria fredda in quota alimenta continuamente la depressione mediterranea.

Ma il freddo in quota, oltre a provocare temporali a contatto con il nostro suolo ancora relativamente caldo, determina anche nevicate a quote insolite per la stagione, non solamente sull'Arco Alpino, ma anche sull'Appennino Settentrionale.

Sul Monte Cimone, a 2165 metri di quota, in Emilia, la temperatura delle ore 14 è stata di 0,0°C, con una minima notturna di -0,6°C, temperature che non sono tipiche di questo mese di Settembre, nel quale dovrebbero aggirarsi attorno ai +5°C per quanto riguarda le minime, ed i +10°C per le temperature in pieno giorno.

Del resto i radiosondaggi di questa notte indicavano temperature di 3-4°C sopra lo zero, sul Nord Italia, a circa 1350 metri di altezza, con zero termico attorno ai 2200 metri, ma si sa che i fenomeni temporaleschi causano un abbassamento della quota della neve che può arrivare perfino a 1000 metri in meno di tale livello.

Spruzzate di neve legate a tali fenomeni temporaleschi si sono quindi verificate questa mattina sull'Appennino Settentrionale anche a quote relativamente basse, oltre i 1500 metri di quota, dove il fenomeno ha attecchito.

Si tratta di quote piuttosto insolite, per l'Appennino, essendo ancora nel mese di Settembre.

Le prime nevicate si verificano, solitamente, tra Ottobre e Novembre, anche se negli ultimi decenni la prima neve cade sempre più tardi, spesso nella seconda metà di novembre.

Si tratta di un fenomeno quindi in notevole anticipo sul normale, considerato anche che già vi è stata una breve nevicata appenninica nella prima decade del mese.

Sulle Alpi, nel frattempo, continua a nevicare, su località come Livigno, ad esempio, sul Passo dello Stelvio, ed in altre località situate a quote di almeno 1700-1800 metri di altezza.

el ozono bien

Sin noticias del agujero


El agujero de ozono de la Antártida no es noticia. Y sin embargo, como las uvas y los higos, está de temporada.

El "agujero" no es un agujero. Es una disminución temporal, que dura de agosto a diciembre, en el total de ozono que hay sobre la Antártida. Se considera que hay "agujero" allí en donde el ozono total en la columna de aire, desde el suelo hasta la estratosfera, no supere las 220 unidades dobson, o lo que es lo mismo, unos 2,2 milímetros de grosor si todo él fuese traído a ras del suelo.

Arriba pongo el mapa del pasado día 16 de Septiembre en el que se indica la cantidad total de ozono, medido en unidades dobson.

El agujero de ozono de la Antártida, en donde el sol estos días apenas asoma unos grados por encima del horizonte, nunca ha sido peligroso para la población humana.

El agujero de la Antártida suele estar rodeado, como se observa en el mapa, de un anillo de alta concentración de ozono, que lo separa de las zonas pobladas. Quizás llegue a alcanzar el sur de Chile o de Argentina pero en algunas zonas tropicales, véase Indonesia, la cantidad de ozono es también pequeña, poco más de las 220 unidades dobson, y allí el Sol sí que pega. Es lo normal, ahora y siempre.

Cuando, allá por diciembre, se muevan los vientos que giran alrededor de la Antártida y se rompa su trayectoria circular, entrará ozono en el vórtice polar y sobre el continente austral se alcanzarán, como todos los años, máximos mundiales.

Abajo pongo un gráfico de la evolución del área del agujero. Se señala la evolución en diferentes años. La propaganda oficial nos dice que el Protocolo de Montreal, que en 1987 prohibió los CFCs, fue magnífico y resolvió el "problema". En realidad, la extensión del agujero del año pasado (en rojo) superó con creces la media, y este año (rombitos negros) lleva camino de lo mismo.