martes, 12 de febrero de 2008

ENFRIAMIENTO GLOBAL


Temperature in discesa sul nostro Pianeta nel mese di Gennaio; la tendenza sta confermandosi anche lungo Febbraio. Le cause sono poco conosciute, al momento, anche se è evidente la preponderanza tra esse del fenomeno di La Nina.

Stanno calando sensibilmente le temperature del nostro Pianeta, e dell'Emisfero Nord in particolare, e la tendenza è evidente per il mese di Gennaio 2008.

Sono infatti usciti gli ultimi dati della NASA riguardanti le anomalie termiche sul nostro Pianeta riferite a tale mese appena trascorso.

Per quello che riguarda la media complessiva delle stazioni meteorologiche mondiali, paragonate alla norma del trentennio di riferimento 1951-80 (un trentennio dunque piuttosto freddo), il mese ha avuto un'anomalia di +0,31°C, quando nell'intero anno 2007, in mese più "fresco" era stato Luglio, con anomalia termica di +0,53°C.
Ma un'anomalia termica positiva così contenuta manca, a livello mondiale, dal mese di dicembre dell'anno 2000, quando essa fu di +0,31°C.

Da notare che, negli ultimi 14 anni, la media annua è stata sempre superiore ai +0,4°C, ed è stato così per tutti gli anni compresi tra il 1988 ed il 2007, ad eccezione dei tre anni tra il 1992 ed il 1994 interessati dalle ceneri emesse dal vulcano Pinatubo, che causarono un raffreddamento globale, e con scarti termici compresi tra +0,15° e +0,32°C.

Dunque, siamo tornati ai livelli termici di 8 anni fa, e forse ancora prima, con un notevole passo indietro del "Global Warming".

I primi "sintomi" di questo raffreddamento lo avevamo visto con l'Inverno record (per alcune zone Sudamericane), che aveva interessato il Sud Emisfero, che, però, è relativamente povero di stazioni meteorologiche, e non era riuscito ad influenzare di molto le temperature globali.

Ma adesso l'inverno del Nord Emisfero, Europa a parte, è notevolmente freddo, e la sua influenza sul Global Warming la si è vista.

Il mese di Gennaio 2008 mostra infatti un'anomalia di soli +0,32°C rispetto alla norma, mentre Dicembre 2007 era stato più caldo del normale di +1,08°C.

Tale mese di Gennaio, per il nostro Emisfero, è risultato il più freddo dal 1989, ed il mese più fresco, in termini assoluti di scarto dalla norma, dall'Ottobre del 1996.

L'anomalia termica risulta ancora più accentuata se si considerano le temperature combinate Atmosfera - Oceano, che hanno visto un mese di Gennaio quasi normale, con anomalia di +0,12°C, risultando il mese più fresco dal Maggio 1995.

Ma quali i motivi di questo vistoso balzo all'indietro delle temperature mondiali?

Anzitutto occorre considerare il fenomeno della Nina, quest'anno veramente possente, e tornata ai livelli del periodo 1999-2001, mentre gli anni tra il 2002 ed il 2007 sono stati quasi per intero dominati dal Nino.

Il raffreddamento dell'Oceano Pacifico Equatoriale ha in un certo senso "raffreddato" le temperature globali, ma non è comunque decisivo, in quanto anche gli anni sopra citati, tra il 1999 ed il 2001, ebbero temperature più calde della norma tra gli 0,5° ed i +0,7°C.

Quest'anno non ci sono stati neanche eventi vulcanici di grande portata come fu il Pinatubo nel 1991, in grado di raffreddare le temperature globali grazie alle sue ceneri immesse nell'atmosfera.

L'unica causa alla quale guardare con una certa sicurezza è il minimo solare, raggiunto in questo periodo, così come accadde anche nel 1996, altro anno di minimo caratterizzato da una media annua di +0,39°C.

Stiamo notando che la tendenza al raffreddamento globale, anche più accentuata rispetto allo scorso mese, sta proseguendo anche durante questo mese di Febbraio.

Dalla mappa, comunque, notiamo un mese di Gennaio molto caldo in particolare sulla Siberia settentrionale, e l'Artico prospiciente, la Scandinavia, e parte dell'Europa, e freddo invece in Antartide, sulla Groenlandia, sulla Siberia orientale, ed in particolare sull'Asia Centro Meridionale, e la zona del Mar Caspio.

viernes, 7 de diciembre de 2007

RSS MSU: November 2007 was the coldest month since January 2000


RSS MSU satellite data (graph, more graphs) for the lower troposphere show that November 2007 was the coldest month since January 2000. Other major teams that measure the global mean temperature have not yet published their November data.

The temperature anomaly was -0.014 °C. It means that the whole month was actually cooler than the the average recorded November. It was the first month in this century that was cooler than average.

The previous record low temperature anomaly in this century occurred in July 2004 when the anomaly was +0.053 °C. In other words, the record low for this century was improved by 0.07 °C. The continuing La Nina is the main reason behind the recent cold months; La Nina is expected to disappear in Spring 2008. January 2000, a month that was even cooler than November 2007, witnessed a La Nina, too. November 2007 was also a whopping 0.915 °C colder than April 1998.

Another reason could be an inactive Sun. We are expecting the solar cycle 24 to begin soon but it takes a longer time than expected and there are still almost no sun spots. Via a crucial mechanism, it means that we should be getting more galactic cosmic rays that should create more clouds.

The year 2007 is now very likely to become RSS MSU's 9th warmest year on record which really means one of the coldest years of our times. It will end up colder than all other years in the 21st century so far as well as 1998 (by 0.4 °C) and 1995. We explained that 2006 was very cold but 2007 will be shown as 0.1 °C colder.

This extraordinarily cold conclusion of RSS MSU occurs partly (but certainly not completely) because RSS MSU omits the polar regions north of 82.5°N and south of 70.0°S latitude. The former region that occupies less than 0.5% of the surface of Earth was recently getting substantially warmer.

Other teams (HadCRUT3, UAH MSU) except for GISS will also report 2007 to be between the 6th and 9th warmest year. Dr James Hansen's GISS deviates substantially - it may even announce that 2007 was the warmest year - and their method to measure temperature based on stations is probably dominated by urban heat islands and the results are most likely complete rubbish.

Because GISS was able to accumulate a 0.5 °C error (in the difference between 1998 and 2007 temperatures) during one decade and because the older measurements of temperature resembled those of GISS, it is conceivable that the whole 20th century warming by 0.6 °C is due to similar errors. Ross McKitrick and Patrick Michaels have just argued that the warming since 1980 is due to a similar contamination of data. That's still better than the sea level data that were completely falsified according to Nils-Axel Morner, an ex-head of Earth Sciences in Stockholm.

viernes, 30 de noviembre de 2007

Continua l'anomala estensione dei ghiacci Antartici

30 novembre 2007: ore 18:14. I ghiacci antartici continuano ad essere più estesi della norma, dopo il massimo storico raggiunto in Ottobre. L'anomalia nella loro estensione è attualmente di +0,8 milioni di Kmq. Con il forte recupero dei ghiacci polari, adesso la superficie gelata globale risulta essere in deficit di soli 0,5 milioni di Kmq.

Ghiacci polari artici più estesi dello scorso anno

30 novembre 2007: ore 18:09. Singolare l'andamento dei ghiacci artici, in quest'annata. Dopo il minimo storico raggiunto a fine ottobre, nel giro di un mese si è avuto un forte recupero nella loro estensione, tanto che occupano già una superficie complessiva di 9,5 milioni di Kmq, contro i 9 milioni occupati nel dicembre dello scorso anno. Il deficit si è dimezzato, passando da -3 milioni di Kmq a -1,5 milioni di Kmq.

Ondata di gelo in Canada, -41°C a Thompson, in Manitoba

30 novembre 2007: ore 18:05. Sul Canada centrale è arrivata una grossa ondata di gelo, la prima significativa della stagione invernale. Le isoterme ad 850 hPa sono scese fino a -31°C sullo Stato canadese del Manitoba, ove si è registrata una temperatura minima di -40,7°C all'Osservatorio meteorologico di Thompson. Valori termici di -22; -27°C si misurano nelle zone di confine con gli Stati Uniti, ove il freddo dovrebbe traboccare. Intanto si è già registrata una temperatura minima di -21,7°C ad Alamosa.

jueves, 22 de noviembre de 2007

In forte recupero la superficie dei ghiacci artici

22 novembre 2007: ore 18:45. Dopo aver raggiunto il minimo storico di estensione a fine Ottobre (causato probabilmente da un'inversione dei venti polari durante la stagione estiva), l'estensione dei ghiacci settentrionali ha avuto un rapidissimo recupero, tanto che si presenta pressoché identica a quella della fine di novembre dello scorso anno, recuperando l'anomalia da -3 milioni di Kmq agli attuali -1 milione di kmq. Nell'Emisfero meridionale continua l'anomalia positiva, con circa 0,5 milioni di Kmq in più della norma. Il risultato è che l'anomalia globale nell'estensione dei ghiacci si è portata ad appena -0,5 milioni di Kmq, rispetto ai -3 milioni di circa un mese fa.

domingo, 11 de noviembre de 2007

Il clima del Polo Sud, un problema evolutivo - Parte I


Negli ultimi 25 anni è aumentata la variabilità con una tendenza all'estremizzazione.
Con una temperatura media di -50,4 °C, il 2006 si pone tra i più freddi registrati alla base americana Amundsen-Scott. In un archivio che ha toccato il mezzo secolo di dati, tale valore apre un problema di direzione evolutiva del clima antartico, nello specifico della regione del Polo Sud. Se infatti si osserva l'andamento complessivo delle temperature medie annue, dal 1982 si può notare un'accresciuta variabilità intrannuale, in netto contrasto col trend precedente. Il grafico 1 dà una percezione visiva di tale disomogeneità (denti di sega più accentuati), che ben si accorda con la scomposizione dei dati per classi di ricorrenza. Il quadro seguente fa riferimento al cinquantennio completo:
3 sopra -48,5 °C (6%)
7 da -48,5 °C a -48,8 °C (14%)
7 da -48,9 °C a -49,2 °C (14%)
16 da -49,3 °C a -49,6 °C (32%)
7 da -49,7 °C a -50,0 °C (14%)
6 da -50,1 °C a -50,4 °C (12%)
4 sotto -50,4 °C (8%)

Se invece si analizza il periodo 1982-2006 (che, incidentalmente, si pone esattamente a metà del cinquantennio), le frequenze estreme raddoppiano:
3 sopra -48,5 °C (12%)
1 da -48,5 °C a -48,8 °C (4%)
4 da -48,9 °C a -49,2 °C (16%)
4 da -49,3 °C a -49,6 °C (16%)
3 da -49,7 °C a -50,0 °C (12%)
6 da -50,1 °C a -50,4 °C (24%)
4 sotto -50,4 (16%)

Fino al 1982, infatti, si dava un solo caso in cui la temperatura media annua aveva toccato la soglia dei -50 °C (nel 1976) e, per converso, mai si era saliti sopra ai -48,5 °C; nel periodo successivo, invece, si toccano valori sconosciuti, con sbalzi 'schizofrenici' ben riassunti dai casi seguenti:
1987 -50,6 °C
1988 -48,3 °C
1989 -50,1 °C
2005 -48,1 °C
2006 -50,4 °C

Vale qui la pena ricordare come il clima del Polo Sud, data anche la componente astronomica che, durante il semestre di luce, nelle 24 ore mantiene il sole sempre alla stessa altezza rispetto all'orizzonte, presenti una ridotta deviazione standard. Sulla scorta di tale premessa, le singole medie annue del primo venticinquennio appaiono più assestate intorno alla normale, come mostra il quadro successivo (tra parentesi, la deviazione standard):
1957-'81 -49,29 °C (0,39 °C)
1982-'06 -49,63 °C (0,84 °C)

Il clima del Polo Sud, un problema evolutivo - Parte II



Il forte raffreddamento dell'ultimo decennio non è sufficiente a stabilire quale sia il segno del
cambiamento.
La normale di Amundsen-Scott (1957-2006) si pone a -49,56 °C, ma fra il 1957-'66 e il 1997-2006 il Polo Sud si è raffreddato di 0,4 °C. A una variabilità intrannuale più accentuata, fa dunque da contrappunto una discesa delle temperature medie, che appare in decisa accelerazione negli ultimi due decenni, come mostra il grafico 2. Tutto ciò porterebbe a concludere nel senso di un'evoluzione climatica improntata in senso negativo: l'accentuarsi della variabilità intrannuale, infatti, è il probabile indizio d'un cambiamento. Sul segno di tale modifica, però, l'analisi della media mobile quinquennale induce a una certa cautela o, perlomeno, a una sospensione del giudizio. Il grafico 3 fornisce alcuni elementi di riflessione; attorno alla metà degli anni Ottanta si realizza un primo pessimum, che si prolunga e approfondisce tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del terzo millennio; da qui, ha luogo una veloce risalita che, in pochi anni, produce una fase di optimum mai sperimentata nella storia della base. D'altro canto, basterebbe il dato empirico, come mostra il seguente quadro delle temperature medie annue:
2001 -49,8 °C
2002 -48,0 °C record storico positivo
2003 -49,6 °C
2004 -49,3 °C
2005 -48,1 °C

Il raffreddamento registrato nel 2006 non è sufficiente per definire la svolta, anche se resta la possibilità che l'andamento 2001-'05 non sia un optimum vero e proprio, bensì una parentesi in una fase di raffreddamento iniziata nella seconda metà degli anni Settanta. D'altro canto, non va nemmeno sottovalutato il fatto che nel 2006 El Niño abbia dato segni di risveglio. È stato infatti notato come, nell'anno successivo a un minimo del SOI (Southern Oscillation Index), al Polo Sud si realizzi un pronunciato raffreddamento; ciò è stato rilevato dopo gli eventi del 1982, 1992, 1993, 1994 e 1997, mentre il contrario ha fatto seguito alla Niña (Turner, pp. 12-13). Resta tuttavia il fatto che le teleconnessioni fra ENSO (El Niño Sothern Oscillation) e l'andamento del clima antartico non sono ancora definite.

Bibliografia:
J. TURNER, The El Niño-Southern Oscillation and the Antarctica, in «International Journal of Climatology», vol. 24, n. 1 (2004), pp. 1-31.

Polo Sud, l'inventario del freddo


Nell'ultimo decennio è cresciuta la frequenza dei mesi con temperature medie inferiori ai -60 °C.

Fra gli elementi di tipo descrittivo ed evolutivo che possono essere adottati per classificare il clima di una data località, oltre a quelli di tipo primario (temperature, precipitazioni) possono essere utili anche analisi basate su parametri diversi. Nel cinquantennale archivio della base americana Amundsen-Scott, per esempio, risulta curioso, ma anche indicativo, soffermarsi sulle temperature medie mensili al di sotto del limite dei -60 °C. Tale valore, al Polo Sud geografico viene raggiunto solo durante l'inverno, che in Antartide è la stagione che si prolunga da aprile a settembre; valori medi inferiori a -60 °C, invece, a Vostok si registrano pure a marzo e a ottobre.

Prendendo in esame la serie di Amundsen-Scott 1957-2006, si rinvengono 108 casi (sui 300 possibili) in cui si è raggiunto tale limite, mensilmente così ripartiti:
Apr. 10
Mag. 7
Giu. 17
Lug. 27
Ago. 24
Set. 23

Tenuto conto che la normale del semestre aprile - settembre è fissata a -58,8 °C, appare interessante notare quale sia stata la ripartizione dei casi su base decennale (tra parentesi, l'andamento delle temperature medie annuali per lo stesso decennio):
1957-'66 20 (-49,29 °C)
1967-'76 21 (-49,36 °C)
1977-'86 23 (-49,39 °C)
1987-'96 18 (-49,57 °C)
1997-2006 26 (-49,69 °C)

La decisa accelerazione dell'ultimo decennio risulta in linea con la costante discesa registrata dalle medie annue, mentre non lo è la contrazione del 1987-'96. Restringendo il campo di analisi ai singoli mesi, spicca la sequenza 1995-2000 di settembre: sei casi successivi di temperature inferiori ai -60 °C, mai registrate per nessun altro mese. D'altro canto, in accordo con quello che è il tipico andamento del Kernlose winter, non è infrequente che settembre risulti il mese più freddo (in mezzo secolo, è accaduto 13 volte): ma il decennio 1994-2003 spicca per una media di -60,7 °C, ovvero a -1,4 °C dalla normale.

Volendo offrire un quadro dei dieci mesi più freddi finora registrati al Polo Sud geografico, si evidenzia un'altra particolarità, cioè il forte abbassamento dei valori di luglio osservato nell'ultimo decennio, come si può desumere dai casi presenti nelle prime posizioni:
Luglio 2004 -67,0 °C
Agosto 1987 -66,8 °C
Luglio 1997 -65,9 °C
Settembre 1995 -65,4 °C
Luglio 2006 -65,2 °C
Agosto 1976 -65,1 °C
Agosto 1993 -64,9 °C
Luglio 1965 -64,4 °C
Giugno 2003 -64,4 °C
Luglio 1969 -64,2 °C