miércoles, 10 de octubre de 2007

Analisi della situazione dei ghiacci marini artici e antartici nel mese di settembre 2007

La banchisa artica tocca il nuovo tragico minimo storico, almeno dal 1979: 2,9 mil di kmq! Contemporaneamente la banchisa antartica raggiunge invece il suo nuovo massimo storico, sempre dal 1979: 16,17 mil di kmq! Schizofrenia climatica?


Siamo di fronte ad un vero e proprio esempio di schizofrenia climatica.
Mentre l'area artica continua la sua tragica discesa verso la completa fusione durante i mesi estivi, l'area antartica (ghiacci marini) continua invece spavaldamente ad avanzare. Ed ecco che quasi in contemporanea, durante il mese di settembre 2007, la banchisa artica tocca il nuovo minimo storico: 2,9 mil di kmq! Che significa apertura del celeberrimo passaggio a Nord-Ovest e nuove inquietanti prospettive di sfruttamento economico di aree fino ad ora selvagge e incontaminate. Dall'altro capo del mondo invece la corsa verso l'espansione non sembra avere freni, e si arriva a fine settembre a toccare il nuovo massimo storico per l'estensione della banchisa antartica: 16,17 mil di kmq! Che sommati ai 13 mil di kmq del continente antartico danno un valore di quasi 30 mil di kmq completamente ricoperti da ghiaccio durante l'inverno australe, praticamente l'estensione dell'Africa.

L'estate artica e soprattutto il mese di settembre sono risultati molto caldi, anche di +5°C rispetto alla media, come si può osservare dal primo pannello qui riportato. In esso troviamo appunto le anomalie termiche tratte dal NOAA di settembre 2007. Notate come tutta l'area artica sia risultata molto calda, con l'unica eccezione dell'area europea e della Groenlandia centrale. Questo anomalo riscaldamento è il responsabile dello scioglimento abnorme della banchisa artica.


















Fonte: NOAA

Nel secondo pannello possiamo vedere l'estensione media della banchisa artica durante il mese di settembre, circa 4,3 mil di kmq. Confrontata con la media storica, che parte dal 1979 anno in cui sono cominciate le analisi satellitari delle aree polari, si tratta di un deficit enorme per l'estensione, di circa 3,7 mil di kmq visto che la media dovrebbe aggirarsi sui 7 mil di kmq. Nella seconda carta vediamo invece le anomalie nella concentrazione dei ghiacci, detta anche area. Il colore blu indica impietosamente le zone in cui la diminuzione della concentrazione o la totale fusione è stata più marcata. Credo che tale carta non richieda commenti, visto che parliamo di circa 2,1 mil di kmq di ghiaccio persi!
















Image courtesy. http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/

Col terzo pannello ci risolleviamo il morale. Infatti troviamo l'estensione media dello scorso mese nell'area antartica, sempre per quello che riguarda i ghiacci marini naturalmente. Qui troviamo un valore di 19,2 mil di kmq rispetto ad un valore medio di 18,7 mil di kmq, quindi un aumento di circa 0,5 mil di kmq. Riguardo invece all'area, cioè alla concentrazione dei ghiacci, le notizie sono ancora migliori: si parla di un incremento di circa 0,8 mil di kmq!
















Image courtesy. http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/

Nel quarto pannello troviamo i due grafici che rappresentano le due serie storiche riguardanti il mese di settembre. In alto appare più che evidente il crollo dell'estensione della banchisa artica rispetto alla media 1979-2000. In basso invece il lento ma progressivo avanzamento della banchisa antartica, sempre rispetto alla stessa media.



























Image courtesy. http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/

Infine vorrei concludere con altri due grafici.
Quello superiore rappresenta l'andamento delle anomalie nell'estensione di tutti i ghiacci marini globali. Notare che solo negli ultimi anni il trend stia scendendo verso valori nettamente negativi, trascinato dalle fortissime anomalie artiche. A livello globale in questo periodo si può parlare di un deficit di circa 1 milione di kmq. In basso riporto un grafico che indica in modo molto esplicito il crollo subito dalla banchisa artica nell'estate 2007, molto più grave del precedente crollo avvenuto nell'estate 2005.













Image courtesy: http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/

Molti ora si aspetterebbero una spiegazione di queste anomalie e soprattutto dell'opposto comportamento dei due poli. Credo si tratti però di questioni veramente complesse, in gran parte sconosciute anche agli stessi scienziati. Se il Global Warming è l'indiziato numero uno, non si conoscono ancora i motivi secondari e i feed back che hanno portato a situazioni così estreme. Rimando comunque per un approfondimento al pezzo del collega Marco Rossi www.meteogiornale.it/news/read.php?id=16300.

domingo, 7 de octubre de 2007

toma frio














Nella cultura anglosassone i -100 °F (-73,3 °C) rappresentano il limite sotto cui si catalogano gli eventi salienti del Polo Sud geografico, il luogo dove sorge la base americana Amundsen-Scott, la più importante dell'Antartide non solo per l'unicità della posizione geografica e, quindi, delle vicende astronomiche e fisico atmosferiche cui è soggetta, ma pure per la continuità del suo archivio, il solo completo dal gennaio 1957 in poi in tutto il Plateau Antartico.

Proprio le particolarità dell'inverno 2007 che, dopo un esordio nettamente sotto media, ha fatto segnare una lunga fase di temperature anomale, aveva fatto temere una replica del 1964, l'unica stagione in cui, al Polo Sud, non si registrarono valori inferiori ai -100 °F (la minima, il 3 settembre di quell'anno, fu di -72,8 °C ovvero -99,0 °F). Tale possibilità è stata scongiurata il 2 settembre, quando il termometro ha raggiunto i -73,4 °C (-100,1 °F), in un semestre invernale avaro di dati inferiori ai -70 °C.

Secondo un grafico probabilistico, basato sull'archivio 1957-2006, ad Amundsen-Scott la possibilità di raggiungere i -100 °F è circa del 99% l'1 luglio; cade al 50% l'8 settembre e si azzera il 29 settembre.

Stante tale situazione, l'eccezionalità delle temperature occorse a inizio ottobre (di stampo prettamente invernale ma, per il calendario, già nella stagione di transizione primaverile) è ancor più degna di nota. Il record assoluto del mese, il 4 ottobre, con -72,0 °C è stato seguito, il giorno 5, da una minima di -70,9 °C: mai, in data così tarda, era accaduto di registrare un valore inferiore ai -70 °C, poiché il limite precedente era di -69,3 °C (5 ottobre 1986).

Il quadro cronologico dei -70 °C a ottobre, pertanto, si aggiorna così:
3 ottobre 1977 -70,0 °C
4 ottobre 1977 -70,6 °C
2 ottobre 1980 -70,1 °C
1 ottobre 1983 -71,1 °C
3 ottobre 2001 -70,0 °C
2 ottobre 2005 -70,4 °C
3 ottobre 2005 -71,3 °C
4 ottobre 2007 -72,0 °C
5 ottobre 2007 -70,9 °C

sábado, 6 de octubre de 2007

record antartico de nuevo















Dopo il mancato record alla base russa Vostok, è quella americana di Amundsen-Scott a stabilire il nuovo limite di ottobre. Al Polo Sud geografico infatti, il giorno 4 la temperatura minima si è abbassata a un eccezionale -72,0 °C superando il -71,3 °C toccato appena due anni fa, ovvero il 3 ottobre 2005. È quasi una gara all'ingiù, quella che si sta registrando in Antartide: nelle aree più elevate e continentali del plateau, infatti, il 2 ottobre si era arrivati a -74,7 °C (Vostok) e a -74,2 °C (Dome Argus).

All'esordio della stagione di transizione (la primavera antartica), ad Amundsen-Scott temperature inferiori ai -70 °C sono rarissime. Ecco, a partire dal 1957, il quadro cronologico degli eventi:
3 ottobre 1977 -70,0 °C
4 ottobre 1977 -70,6 °C
2 ottobre 1980 -70,1 °C
1 ottobre 1983 -71,1 °C
3 ottobre 2001 -70,0 °C
2 ottobre 2005 -70,4 °C
3 ottobre 2005 -71,3 °C
4 ottobre 2007 -72,0 °C
Singolare notare come il primo e secondo gruppo di episodi siano entrambi racchiusi in un arco temporale di sei anni (1977-'83 e 2001-'07), quasi esistesse un ciclo climatico che li determini.

Al di là delle suggestioni, va detto che nel 2005, dopo un inizio freddo, ottobre diede luogo a una sequenza di temperature massime inusuali, che portarono la media mensile a -48,8 °C (+2,6 °C sulla normale). Al contrario, l'ottobre 2006 esordì senza valori eccezionali, ma il freddo si protrasse in una serie di record giornalieri che fecero toccare alla media mensile -55,8 °C (-4,4 °C sulla normale). Stranezze del clima, rispetto a cui sarà interessante seguire l'andamento di questo ottobre 2007.

lunes, 1 de octubre de 2007

Settembre 2007, altri record in Italia... ma di freddo!

Settembre 2007, altri record in Italia... ma di freddo!





Un mese in controtendenza rispetto a quanto
analizzato nei mesi passati. Due distinte ondate di freddo ad inizio e
fine mese hanno consentito di registrare qualche record cinquantennale di
freddo.






immagine articolo 16425
La Maiella innevata fotografata il giorno 6 settembre da
"viking722002" da

www.mtgforum.it
.




Toh! un mese sottomedia.

Fa quasi sensazione trovarsi a commentare un mese con anomalie sul
territorio italiano non contraddistinte da scarti positivi, ma questo
settembre è riuscito nell'impresa.

Dobbiamo il tutto a due distinte fasi molto fresche che hanno
interessato il paese, una all'inizio del mese ed un'altra alla fine,
mentre nel mezzo le temperature, nel complesso, non si sono discostate
troppo dalla norma.

E non c'è stato nemmeno un record di caldo da segnalare dopo che per 3
mesi abbiamo commentato dati estremi eccezionali relativi al sud Italia.


Anzi, oltre ad aver registrato 4 record mensili di freddo, vi sono
state diverse località che hanno sfiorato i loro record sia ad inizio
che a fine mese.

Ma andiamo con ordine.


Questi i record battuti o eguagliati:


6 settembre

Latina +6,8° (record precedente +9,0° il 30 settembre 1977)

Frosinone +6,0° (eguagliato il record del 30 settembre 1977)


26 settembre

Capo Mele +10,8° (record precedente +11,0° nel settembre 1972-1974-1977)


27 settembre

Genova +9,0° (record precedente +10,2° nel settembre 1972)

Capo Mele +10,7° (record precedente +10,8° il 26 settembre 2007)


A queste vanno aggiunte altre località che durante il mese hanno
avvicinato i loro record: Amendola +6,4° (record +6,3°); Brindisi +11,0°
(record +9,8°); Capo Caccia +11,6° (record +10,9°); Capo Carbonara
+15,0° (record +14,8°); Decimomannu +9,2° (record +8,0°); Gioia del
Colle +6,0° (record +4,4°); Grazzanise +7,0° (record +6,4°); Grosseto
+7,6° (record +6,6°); Lecce +7,0° (record +6,8°); Messina +13,2° (record
+12,8°); Monte Sant'Angelo +4,8° (record +4,0°); Olbia +9,4° (record
+8,9°); Pescara +5,4° (record +5,0°); Roma Fiumicino +8,2° (record
+7,8°); Roma Urbe +5,7° (record +5,4°); Termoli +12,2° (record +11,4°).


Può essere considerato il tutto come segnale di un inversione di
tendenza?

Questo non siamo certo in grado di dirlo: quello che possiamo fare è
senz'altro darvi appuntamento al prossimo mese per analizzare la
situazione termica italiana.





Nicola Cadeddu e Antonio Meo




01-10-2007 ore 14:28



domingo, 30 de septiembre de 2007

EN GENOVA PARECE QUE HACE FRIO


















www.cpc.ncep.noaa.gov Il grafico dell'andamento termico genovese degli ultimi tre mesi, con uno scarto dalla norma di -1,7°C.

Sorprendono i dati della temperatura di Genova, città che ha subìto un sensibile raffreddamento a partire dai mesi estivi.

Notiamo, infatti, una persistente anomalia negativa della temperatura di almeno 1 o 2 gradi centigradi, fatto probabilmente legato alle temperature del mare circostante, che risultano inferiori alla norma sia sul Mediterraneo, sia soprattutto sull'Atlantico orientale, già da alcuni mesi.

Esaminando infatti il grafico emesso dal NOAA delle temperature genovesi, notiamo un'anomalia termica di grossa portata, con una temperatura inferiore alla norma di -1,7°C negli ultimi tre mesi, da Luglio a Settembre.

Si tratta di un'anomalia che non trova riscontro nelle altre località italiane, anche se mediamente Settembre è stato fresco, ed Agosto lo è stato in alcune località settentrionali.

Questo mese settembrino viaggia con uno scarto dalla norma di -1,5°C.

La giornata del 27 settembre scorso la possiamo addirittura considerare storica, per la città ligure.

La temperatura minima di +9,0°C registrata all'aeroporto di Genova Sestri non era mai stata rilevata in Settembre da circa 60 anni.

Le rilevazioni di Genova Università riportano di un record storico di freddo, quale media giornaliera, misurato il giorno 15 settembre 1972, di +12,1°C, che è la media più bassa dall'inizio delle rilevazioni nel 1833.

Ebbene, tale media giornaliera è stata uguagliata proprio il giorno 27 Settembre scorso, quando si è avuta una temperatura minima di +8,9°C ed una massima di +15,2°C, unitamente alla caduta di 28,6 mm di pioggia.

Tale media è addirittura più bassa del record storico all'aeroporto di Sestri, ove è stata pari a +11,8°C, inferiore alla norma di 8-9°C.

Si tratta quindi di un'ondata di freddo settembrina con pochissimi precedenti negli ultimi due Secoli, in Liguria, ma che rientra in un trend di raffreddamento iniziatosi improvvisamente alcuni mesi fa.

jueves, 27 de septiembre de 2007

Nevicate insolite sull'Appennino Settentrionale











Una vasta circolazione depressionaria centrata sul Golfo Ligure sta interessando il nostro Paese.

Le isoterme a 500 hPa raggiungono i -28°C sulla Francia meridionale, e tale aria fredda in quota alimenta continuamente la depressione mediterranea.

Ma il freddo in quota, oltre a provocare temporali a contatto con il nostro suolo ancora relativamente caldo, determina anche nevicate a quote insolite per la stagione, non solamente sull'Arco Alpino, ma anche sull'Appennino Settentrionale.

Sul Monte Cimone, a 2165 metri di quota, in Emilia, la temperatura delle ore 14 è stata di 0,0°C, con una minima notturna di -0,6°C, temperature che non sono tipiche di questo mese di Settembre, nel quale dovrebbero aggirarsi attorno ai +5°C per quanto riguarda le minime, ed i +10°C per le temperature in pieno giorno.

Del resto i radiosondaggi di questa notte indicavano temperature di 3-4°C sopra lo zero, sul Nord Italia, a circa 1350 metri di altezza, con zero termico attorno ai 2200 metri, ma si sa che i fenomeni temporaleschi causano un abbassamento della quota della neve che può arrivare perfino a 1000 metri in meno di tale livello.

Spruzzate di neve legate a tali fenomeni temporaleschi si sono quindi verificate questa mattina sull'Appennino Settentrionale anche a quote relativamente basse, oltre i 1500 metri di quota, dove il fenomeno ha attecchito.

Si tratta di quote piuttosto insolite, per l'Appennino, essendo ancora nel mese di Settembre.

Le prime nevicate si verificano, solitamente, tra Ottobre e Novembre, anche se negli ultimi decenni la prima neve cade sempre più tardi, spesso nella seconda metà di novembre.

Si tratta di un fenomeno quindi in notevole anticipo sul normale, considerato anche che già vi è stata una breve nevicata appenninica nella prima decade del mese.

Sulle Alpi, nel frattempo, continua a nevicare, su località come Livigno, ad esempio, sul Passo dello Stelvio, ed in altre località situate a quote di almeno 1700-1800 metri di altezza.

el ozono bien

Sin noticias del agujero


El agujero de ozono de la Antártida no es noticia. Y sin embargo, como las uvas y los higos, está de temporada.

El "agujero" no es un agujero. Es una disminución temporal, que dura de agosto a diciembre, en el total de ozono que hay sobre la Antártida. Se considera que hay "agujero" allí en donde el ozono total en la columna de aire, desde el suelo hasta la estratosfera, no supere las 220 unidades dobson, o lo que es lo mismo, unos 2,2 milímetros de grosor si todo él fuese traído a ras del suelo.

Arriba pongo el mapa del pasado día 16 de Septiembre en el que se indica la cantidad total de ozono, medido en unidades dobson.

El agujero de ozono de la Antártida, en donde el sol estos días apenas asoma unos grados por encima del horizonte, nunca ha sido peligroso para la población humana.

El agujero de la Antártida suele estar rodeado, como se observa en el mapa, de un anillo de alta concentración de ozono, que lo separa de las zonas pobladas. Quizás llegue a alcanzar el sur de Chile o de Argentina pero en algunas zonas tropicales, véase Indonesia, la cantidad de ozono es también pequeña, poco más de las 220 unidades dobson, y allí el Sol sí que pega. Es lo normal, ahora y siempre.

Cuando, allá por diciembre, se muevan los vientos que giran alrededor de la Antártida y se rompa su trayectoria circular, entrará ozono en el vórtice polar y sobre el continente austral se alcanzarán, como todos los años, máximos mundiales.

Abajo pongo un gráfico de la evolución del área del agujero. Se señala la evolución en diferentes años. La propaganda oficial nos dice que el Protocolo de Montreal, que en 1987 prohibió los CFCs, fue magnífico y resolvió el "problema". En realidad, la extensión del agujero del año pasado (en rojo) superó con creces la media, y este año (rombitos negros) lleva camino de lo mismo.