martes, 15 de abril de 2008

Sempre ottima la situazione dei ghiacci polari marini

15 aprile 2008: ore 19:49.
Continua a mantenersi abbondantemente sopra la media storica trentennale la superficie totale dei ghiacci marini polari. È naturalmente l'area antartica a fare la parte del leone, con un surplus di circa 1,5 milioni di kmq, mentre l'area artica si mantiene su di un deficit molto contenuto di circa 0,5 milioni di kmq. Nel diagramma potete vedere l'evoluzione delle anomalie nell'estensione dei ghiacci marini polari negli ultimi 14 anni. image courtesy: http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/

lunes, 14 de abril de 2008

British Antarctic Survey: evidence against AGW

Joseph D'Aleo has informed me about this rather fascinating page written by the British Antarctic Survey (BAS) and describing the impact of the Antarctic data on the climate change
debate:Climate change: our view (BAS)
The page was created in December 2007, the month when William Connolley, an official of the Green Party who contributes to RealClimate.ORG, left the BAS.

It seems likely that the page was written by several people. It begins with some well-known as well as less well-known facts about the Antarctic climate. It continues with the shocker to be discussed below and finally it ends up with some generic IPCC newspeak saying that we are pretty sure that climate change is man-made.

What is the shocker? Well, it is a paragraph in the middle of the page - search for "As part" - that pretty much says the opposite thing. Let me copy it in its entirety.
As part of the work undertaken for the Fourth Assessment Report of the IPCC [13], about 20 different climate models were run with historical changes to natural and anthropogenic forcing factors to simulate the climate of the 20th century. The simulated changes in Antarctic surface temperatures over the second half of the 20th century vary greatly from model to model with no single model reproducing exactly the observed pattern of change. However, when results from all models are averaged, the resulting pattern of change bears some resemblance to that observed, with greatest warming in the Peninsula region and little change elsewhere [20]. This result suggests that some of the observed change may have an anthropogenic origin, but the lack of a clear and consistent response to changed forcing between models also suggests that much of the observed change in temperatures may be due to natural variability. The IPCC model experiments fail to reproduce some of the observed features, notably the rapid warming of the lower atmosphere. These differences between modelled and observed changes could be used to argue against attributing change to anthropogenic forcing but some caution is called for as the models used may not adequately represent all of the complex processes that determine temperatures in the polar regions
.Boldface added by TRF. Once again, they compared the observed data against 20 models. Those models generated a lot of incoherent predictions that can be called noise once the following observation is taken into account. Even though the models have arguably had different values of the CO2 sensitivity and other things, neither of them was close enough to reality. Their average was doing better - although many of the characteristic fingerprints still come out incorrectly. While this may indicate that some portion of the climate change is man-made, the bulk of the observed changes - and the bulk of the predicted changes and their detailed structure - have nothing to do with the quantities in which the models differed, such as the overall CO2 climate sensitivity. The latter seems to be uncorrelated to the observed change.

The final paragraphs were either added by a partisan or by a person who wanted his or her colleagues to appreciate the fact that the British Antarctic Survey is largely paid from the climate hysteria funds. These paragraphs selectively mention two phenomena - the strengthening westerlies that seem to agree with the models (unlike most other quantities) and the collapse of the 12,000-years-old Larsen-B ice shelf in 2002 - and even though these two phenomena cannot be used as evidence of the man-made origin of climate change, they are being used in this manner anyway.

I would guess that the arguments of the BAS fellows about the wording of this document had to be unusually violent because the text seems to be a result of a classic clash between scientific integrity and political manipulation of science. And despite Connolley's partisanship and ignorance concerning the latent heat of ice, I am actually not 100% certain where he was standing in this BAS civil war.

And that's the memo.

miércoles, 2 de abril de 2008

Analisi dettagliata della situazione dei ghiacci marini artici e antartici.

Ridotto a circa 0,3 mil di kmq il deficit della banchisa artica. Addirittura sopra il milione di kmq il surplus di quella antartica. Erano anni che non si avevano dati così favorevoli.


Aldo Meschiari: 02-04-2008 ore 11:01

Finalmente una buona notizia dai ghiacci marini polari.
Possiamo veder chiaramente dal primo grafico qui riportato come fosse dal 2001 e dal 2003 che non si raggiungevano questi risultati: infatti il mese di marzo 2008 ha chiuso con una anomalia positiva di circa 1 milione di kmq. Stiamo naturalmente parlando della superficie, e non dello spessore che purtroppo in Artico ha subito negli ultimi anni consistenti perdite. Ma pur sempre di una notizia si tratta: strano che i Media non ne diano spazio.


Nel secondo pannello possiamo vedere i due diagrammi che rappresentano il trend degli ultimi trenta anni, cioè dal 1979 quando iniziarono le misurazioni satellitari, della banchisa artica (a sinistra) e di quella antartica (a destra). Evidente il trend negativo dell'artico, che perde circa il 2,8% ogni decennio. Ma altrettanto esplicito il trend positivo dell'antartico, con una crescita del 4,2% per decennio. Naturalmente questi sono dati riferiti al mese di marzo.

Nel terzo pannello vogliamo analizzare più da vicino la situazione artica.
Nella prima carta abbiamo l'estensione, nella seconda la concentrazione, con in blu le zone in deficit ed in rosso quelle in surplus, nella terza anomalie nella concentrazione, e nella quarta il trend. Il colore blu, segno di deficit, non appare più così dominante come nei precedenti mesi, mentre il rosso, segno di surplus, comincia a guadagnare terreno.
Anzi il deficit della concertazione si riduce a 0,3 milioni di kmq, che è davvero un dato promettente, se pensiamo che solo pochi mesi fa avevamo superato i -3 milioni di kmq! Altra notizia passata sotto silenzio.
Nel quarto pannello passiamo invece ad analizzare la situazione antartica.
La serie di carte è la stessa, ma riferita naturalmente all'emisfero australe.
Appare evidente, soprattutto nella terza carta, come il colore rosso, segno di surplus, sia dominante. E quindi nel mese di febbraio i ghiacci marini antartici hanno fatto misurare un aumento rispetto alle medie di ben 1,2 mil di kmq! Una dato davvero incoraggiante.

Certo tale situazione positiva va presa con il giusto equilibrio. Non possiamo assolutamente parlare di inversione di tendenza per l'artico, che anzi pagherà ancora a lungo e soprattutto in estate la forte diminuzione dello spessore e concentrazione dei ghiacci marini. Però credo sia scientificamente doveroso riportare i dati positivi del marzo 2008, senza eccessivi entusiasmi, ma neppure senza ideologiche svalutazioni.

martes, 1 de abril de 2008

Supercooling: global warming comes to Michigan









Warning: the pictures could be from Antarctica, after all, and it is not even clear whether supercooling was the only cause.
Michigan has had the coldest winter in decades. Water expands to freeze, and at Mackinaw City the water in Lake Huron below the surface ice was super-cooled.

jueves, 27 de marzo de 2008

Un milione sopra media

27 marzo 2008: ore 18:43. Ecco una verità che non viene assolutamente diffusa dai Media. Un milione di kmq sopra la media trentennale: questo è lo stato di salute dei ghiacci marini polari! Per avere simili prestazioni bisogna addirittura tornare al 2003! Ma come già detto, l'informazione ufficiale preferisce altre notizie, più catastrofiche e probabilmente più in linea con le ferre politiche dell'audience.

lunes, 10 de marzo de 2008

Inverno globale freddo stando ai dati satellitari

Dopo un lungo periodo in cui anche le temperature satellitari erano risalite, sembrando così confermare la tendenza al "Global Warming" di origine antropica, negli ultimi tre mesi i valori termici terrestri sono calati, regalando così una stagione invernale con un'anomalia pari a -0,1°C rispetto alla media, oramai trentennale, 1979-2008.

Oramai sono infatti trent'anni che i satelliti rilevano le temperature di tutto il Globo terrestre, anche se con alcune differenze rispetto ai dati pubblicati dalla NASA.

Quest'ultimi, infatti, rappresentano una media delle varie rilevazioni delle stazioni di misura terrestri.

I satelliti invece misurano temperature prese ad uno strato termico posto ad una certa altezza dal suolo, e con una media di riferimento che parte solamente dal 1979 (mentre i dati NASA utilizzano la norma 1951-80 con dati che partono addirittura dal 1880).

Tuttavia, i Satelliti hanno il vantaggio di coprire tutte quelle aree (deserti, estensioni polari, Oceani), dove i dati della NASA vengono solamente stimati, in quanto le stazioni di misurazione delle temperature sono scarse su queste zone.

Tornando ai dati satellitari, Febbraio si è concluso con uno scarto medio di -0,05°C rispetto alla norma, a livello globale, mentre Dicembre e Gennaio si erano conclusi con scarti, rispettivi, di -0,06°C e -0,18°C.

Questo significa che la stagione invernale appena trascorsa, ha avuto uno scarto complessivo di -0,1°C rispetto alla norma, ed è così risultato l'inverno più freddo dal 1999-2000, quando lo scarto fu di -0,19°C.

L'anno 2000 era stato l'ultimo anno "freddo", con uno scarto globale complessivo di -0,09°C, mentre tutti gli anni successivi erano stati "caldi", ed il 2007 aveva presentato uno scarto di +0,14°C.

Dal mese di Dicembre 2007 è iniziata un'inversione di tendenza, ed i dati satellitari verrebbero confermati anche dall'attuale estensione dei ghiacci polari.

L'Emisfero Nord presenta attualmente un'estensione di ghiacci pari a quasi 14 milioni di kmq, superando nettamente la massima estensione dello scorso anno, e riportandosi ai livelli dell'anno 2004, affermando così un grande recupero rispetto al minimo storico toccato ad ottobre.

Contemporaneamente, anche l'estensione di ghiaccio nel Sud Emisfero è in ripresa, dopo il minimo stagionale raggiunto a metà Febbraio, e si presenta ancora un'anomalia positiva di quasi un milione di kmq in più rispetto all'estensione normale.

In totale, l'estensione dei ghiacci marini terrestri si presenta in surplus di circa mezzo milione di kmq, fenomeno che non si verificava oramai dagli anni 2003-04.

Difficile dire se tale trend continuerà, anche se sembrerebbe che il Sud Emisfero, dal trend dei grafici, possa di nuovo raggiungere un record di anomalia positiva durante quest'anno, visto che il minimo di estensione si è verificato in grande anticipo rispetto alla norma, ed i ghiacci hanno già ripreso ad avanzare.

domingo, 24 de febrero de 2008

Sigue frío el Trópico

Las cosas del frío hay que contarlas por internet ya que a los periódicos no les gusta hacerlo.

Desde hace varios meses la franja tropical 20ºN-20ºS , que abarca el 34,2 % de la superficie terrestre, está más fría de lo normal. Arriba pongo un mapa de la anomalía térmica de la superficie del mar el pasado día 22 de Febrero. En algunas partes del Pacífico la anomalía negativa es de más de 3ºC. Al fenómeno se le denomina Niña.

La causa del frío es la persistencia de los vientos alisios en la región tropical. Los vientos alisios, que soplan del este hacia el oeste, producen en el mar un efecto de "upwelling", es decir, de afloramiento en superficie de agua profunda más fría. Cuando fallan, falla el afloramiento y el agua se calienta. Entonces se dice que hay Niño.

Las variaciones entre uno y otro fenómeno se miden con distintos índices. Unos tienen en cuenta las variaciones de los vientos y de las presiones que los mueven, y otros tienen en cuenta más la temperatura del mar. También existe ahora un índice más complejo que combina viento, presiones y temperatura del agua (el índice MEI).

El que pongo abajo es el índice Niño 3-4, que se refiere a la anomalía de la temperatura del agua en una zona determinada, la franja limitada por 5ºN y 5ºS de latitud, y 120ºW y 170ºW de longitud.

La zona tropical tiene mucha importancia en la configuración de lo que se llama "la circulación general atmosférica". Allí el aire tiende a ascender, como en una especie de chimenea. El aire en altura tiende luego a trasladarse hacia los polos y pone en movimiento la circulación general de vientos. Tradicionalmente se considera que está allí la locomotora del clima. Otros, minoritarios, le dan más importancia en el clima general del globo a los movimientos de las masas superficiales que atacan desde los Polos.

La climatología es tan compleja como interesante. Es una pena que se aborde el clima siempre desde una perspectiva negativa, atemorizada, supersticiosa. Lo detesto.


(fuente del mapa de arriba: Unisys Weather)

posted by Antón Uriarte @ 11:30 PM